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Lo spreco dei siti…

L’ASSESSORE VINCENTI ANNUNCIA UN ENNESIMO SITO WEB DEDICATO AL TURISMO. MA UN NOSTRO ATTIVISTA CI SPIEGA CHE QUELLI ESISTENTI IL COMUNE NON LI FA FUNZIONARE.

A parte che la Cassa di Risparmio attraverso la fondazione ha finanziato un portale specificamente dedicato a lavorare con il comune di Orvieto per favorire il turismo e segnalare gli eventi con quasi €30000, e che questo già è soggetto ad interrogazione in consiglio vogliamo raccontare la storia di Visit Orvieto, creato da un nostro attivista in risposta delle tante provocazioni dell’assessore anzi dell’ex assessore Gnagnarini che era solito postare sul proprio profilo Social e diffondere a mezzo stampa immagini come questa:

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In anticipo la versione 2015 di Orvieto5Stelle.com

Online la nuova versione di Orvieto5Stelle.com.

Come la precedente è accessibile da tutti gli strumenti come tablet e smartphone, ma questa versione è più veloce ed usabile ed è nativamente “responsive” a differenza dell’odierna versione del sito del Comune di Orvieto, tanto per fare un esempio. L’implementazione di nuove aree informative (Gallerie fotografiche e video, archivio atti, sezione per le dirette, archivio storico del Comune ed accesso diretto a notizie ed atti) sono in dirittura d’arrivo.

Orvieto5Stelle.com è un sito “mobile first”

D’accordo con una parte gli attivisti del territorio orvietano saranno implementate altre due sezioni relative all’area vasta territoriale ed alla rete a 5 stelle del circondario dopo il confronto ad Italia 5 Stelle.

Se vi va segnalate eventuali problemi o richieste relative al sito al solito indirizzo info -chiocciola- orvieto5stelle.com.

Nuovo sito del Comune? Bocciato

Dopo 12 anni la montagna ha partorito un topolino. Il nuovo sito del Comune (http://www.comune.orvieto.tr.it/) mostra già i suoi limiti. Abbiamo provato ad usarlo e le nostre considerazioni le abbiamo segnalate all’Amministrazione sin da subito così come le riportiamo anche pubblicamente.
Cominciamo col dire che ci sono i punti di riferimento che ogni buon architetto web dovrebbe avere a mente, e ci permettiamo di dare questo giudizio dopo mesi di monitoraggio ed attenzione a questo importantissimo strumento di contatto con i cittadini, forti dell’essere la prima forza politica ad avere esplicitamente nella propria ragion d’essere la stessa rete ed i concetti di connettività (che è una delle famose 5 stelle del MoVimento).  Questi i capisaldi delle nostre valutazioni.test sito comune orvieto primo giorno iphone

  • #MobileFirst: ovvero progettato per dispositivi mobili. Oggi questo manca del tutto e non va bene. Invitiamo i responsabili del Comune a fare le proprie prove con i propri smartphone od utilizzare servizi di testing come MobileTest per verificare di persona quanto vengano tagliati e resi illeggibili  contenuti.
  • #Accessibility: ovvero accessibile a chi usa terminali braille o lettori audio, in questo senso il sito funzionicchia, tuttavia non è efficace che parzialmente secondo i test effettuati.
  • #Usability dotato di un design che risponda alla potenzialità degli utenti di usarlo ed anche qui ci sono delle grosse pecche soprattutto nella mancanza degli standard per la gestione della stampa. La pagina stampata infatti ha caratteristiche diverse dall’immagine visualizzata e va “formattata” secondo canoni specifici o si rischia di sprecare carta, inchiostro e soprattutto il tempo.
  • #Seo ovvero search engine optimization (con tutte le sottocategorie collegate) ovvero la possibilità per i motori di ricerca e per le directory web di indicizzare sito e contenuti per parole chiave. La trattazione sarebbe molto tecnica ma siamo proprio lontani dal minimo sindacale.
  • #Internationalization il sito non ha una versione internazionale (in inglese semplificato) neanche per la parte relativa all’incoming turistico. Molto male.
  • #friendly ovvero quanto risponde alle necessità dell’utente? Qui forse qualche punticino il sito lo riesce a centrare. Non si individuano immediatamente le sezioni e le aree top, non è immediato l’utilizzo soprattutto con l’area segnalazioni che costringe a riempire numerosi campi e non permette la segnalazione via social network pure approvata dal Consiglio. Non sono presenti le aree per lo streaming pure approvate mesi fa dal Consiglio. Insomma c’è ancora tanto da fare

Non è che volessimo la fantascienza di applicativi web che guardino al futuro, con gli eventi georeferenziati e raggiungibili con le funzioni di “navigazione” ed orientamento più comuni, Social friendly e possano essere acceleratori dell’interazione con le istituzioni e con il loro personale invece che puramente sostitutivi. Volevamo un sito che nel 2015 fosse almeno compatibile con quanto di standard offra il mercato.

Abbiamo fatto dei test sommari ed alcuni più approfonditi. In generale è una bocciatura, non senza appello, ma una bocciatura. Siamo certi che dall’Amministrazione stessa avendo qualche chiave di lettura possano richiedere le opportune modifiche, ma intanto il sito, bisogna ammetterlo, così proprio non va.

test sito comune orvieto primo giorno

I risultati dei test infatti sono davvero scarsini. A questo si aggiungono le considerazioni tecnologiche quali quella di essere basato su software proprietario (Microsoft) e su server basati su Windows in contraddizione con il dettato consiliare (Mozione Talanti, Pd) recentemente approvato e delle stesse dichiarazioni di Germani che indicava nell’open source (Linux) la strada della connettività e del software comunale. Poi va considerato che nelle tante interrogazioni ci si è sempre riferiti ad uno sviluppo del sito alla società in-house Umbria Digitale (ex Webred) di cui siamo soci e per la quale avevamo già destinato risorse. Ecco questo sito risulta invece “ospitato” da una Srl commerciale.

Il sito dovrebbe essere l’esempio di efficienza, efficacia e trasparenza, il biglietto da visita dell’Amministrazione. E le pecche che ha il sito molti osservatori qualificati, ed anche secondo una parte crescente della cittadinanza, sembra averle l’Amministrazione stessa. Noi non ci accontentiamo e vorremmo invece un sito all’altezza di una città bellissima ed internazionale e non smetteremo di fare pressing anche su questo. Negli anni dell’agenda digitale e dei fondi europei di Horizon 2020 l’aspettativa è tutt’altra.

Germani non lo consideri un puro attacco politico, lo consideri piuttosto un elenco di problemi da affrontare e risolvere partendo dalle sue stesse parole di risposta alle nostre domande

«Lo sviluppo delle reti informatiche sul territorio sarà essenziale per accompagnare lo sviluppo economico e sociale che è al centro del nostro programma, come sarà essenziale legare all’informatica tutta una serie di servizi al cittadino che serviranno a migliorare le condizioni di vita della collettività. Per far questo utilizzeremo le numerose competenze delle aziende locali che dispongono di alta qualità innovativa e che sono in grado di fornire prodotti d’eccellenza. Già all’interno del Partito Democratico avevamo affrontato questo problema ed elaborato un progetto che avevamo chiamato Orvieto 2.0 per rendere più immediata l’idea della nostra azione. Comunque di open source e di smart cities si parla nel nostro programma e farà parte della nostra azione integrata tra Città antica e Città moderna.» Giuseppe Germani, giugno 2014

Ecco noi non dimentichiamo e con competenza e concretezza sosterremo le azioni positive e richiameremo in presenza di errori od omissioni, nel rispetto dei ruoli e delle parti. Che siamo un’opposizione attenta ed ostinata quanto costruttiva Germani lo ha capito, adesso è anche avvisato che per noi quella dei servizi online sia una voce fondamentale nel mondo moderno, soprattutto guardando al futuro sviluppo della città ed al livello di servizio dei sui cittadini.

La Timeline

In alto a destra, nel ricco menù delle pagine di Orvieto5Stelle è comparsa la voce [Timeline], la sequenza lineare di eventi con le attività dall’inizio del 2014 che vedete in anteprima qui sotto seguite questo [Link]: potete usare il drag per scorrere la sequenza di eventi, selezionare in basso sul calendario le date e scegliere col bottone a sinistra la visualizzazione 2D/3D. La [Timeline] nasce per chi volesse conoscerci per grosse linee e capire cosa abbiamo fatto e  cosa stiamo facendo in questi mesi.

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Non c’è tutto, sarebbe davvero troppa roba, ad esempio non ci sono i “banchetti”, gli incontri al MeetUp, gli incontri e le riunioni con gli altri gruppi tranne le più importanti, non ci sono tutte le iniziative per le quali vi rimandiamo ai social network come www.facebook.com/orvieto5stelle, alla stampa locale o più semplicemente alla nostra sede di Orvieto in Piazza XXIX Marzo n. 23.

Altri approfondimenti qui: www.orvieto5stelle.com/timeline

Tutela delle eccellenze italiane sul web

Il nostro Deputato Filippo Gallinella in “Commissione Agricoltura” cerca di porre un freno alla speculazioni su nomi e marchi rappresentativi delle eccellenze italiane sul web.

Qui di seguito un suo recente intervento in commissione per pungolare il ministro De Girolamo:

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

ministro e gallinellaPer sapere – premesso che:
l’utilizzo inappropriato in ambito internazionale delle denominazioni riconosciute alle produzioni agroalimentari italiane di qualità è sempre più ricorrente e la falsificazione dei prodotti italiani DOP e IGP fa registrare un giro d’affari di oltre cinque volte il fatturato realizzato dal mercato autentico;
il fenomeno della contraffazione on-line è particolarmente allarmante posto che la rete offre anonimato, costi bassi e possibilità di una veloce e facile scomparsa dal mercato dati aggiornati evidenziano che il commercio on-line nel settore alimentare risulta quello in maggior crescita, tanto che si stima, per il 2013, un balzo del 18 per cento;
tale situazione genera ancor più preoccupazione alla luce delle nuove iniziative che potrebbero essere intraprese a breve dalla società americana ICANN, ovvero l’Autorità che genera il rilascio dei suffissi internet;
come ormai noto, la suddetta ICANN, organizzazione privata di diritto californiano, ha attivato le procedure per assegnare, dietro pagamento, a soggetti privati e indipendentemente se siano viticoltori o utilizzatori riconosciuti delle denominazioni, domini di primo livello generico tra i quali: «wine» e «vin», oltre a «food» e «organic»;
i titolari dei suddetti domini potrebbero infatti, attraverso l’abbinamento a domini di secondo livello, registrare indirizzi come «baroloclassico.wine» o anche «prosciuttodiparma.food» e sovrapporli agli indirizzi dei prodotti originali generando totale confusione nelle piattaforme di commercio elettronico;
è indispensabile assicurare che l’assegnazione di nomi generici dati in via esclusiva a privati e senza particolari garanzie, quali domini di primo livello, sia improntata al rispetto delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio posto che il loro utilizzo, peraltro esclusivo, ha implicazioni commerciali, di relazioni tra Paesi e di immagine con effetti potenzialmente devastanti in ambito commerciale internazionale e in grado di attivare infiniti e costosi contenziosi;
richieste di assegnazione di domini provengono da società stabilite in Paesi dichiarati «paradisi fiscali», coperte da anonimato societario e potenzialmente in grado di riciclare denaro di dubbia provenienza;
l’iniziativa in parola contrasta con i principi della proprietà intellettuale che vietano la concessione di un diritto di privativa industriale che abbia ad oggetto un termine di uso comune –:
di quali ulteriori elementi disponga il Ministro in relazione a quanto riportato in premessa e come intenda intervenire presso i competenti organismi internazionali al fine di assicurare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel commercio on-line ed impedire che l’introduzione di nomi generici a dominio internet e la loro assegnazione a soggetti privati non utilizzatori delle denominazioni possa in qualsiasi modo danneggiare le produzioni agroalimentari italiane certificate

Il Web rende partecipativa la democrazia…

Chinque si sia occupato professionalmente d’informatica e tecnologie come il sottoscritto lo da per scontato: il futuro della democrazia passa per il Web.

Tim Berners Lee: “il web rende libero il mercato e partecipativa la democrazia”
Tim Berners Lee: “il web rende libero il mercato e partecipativa la democrazia”

E’ invece dato per scontato anche dal grande pubblico che il Web abbia reso trasparenti i prezi e quindi accentuato la concorrenza e la “pulizia” dei mercati, oltre ad aver abbattuto intermediari e distanze.

Tutto ciò SE Internet resta fuori dal controllo delle oligarchie, ed anche questo è noto ed ovvio.

La minaccia che incombe sul web può venire dal controllo politico ed economico che se ne fa. L’indipendenza della stampa, della circolazione delle informazioni, è ciò che più garantisce la democrazia“. A dirlo in una bella lecture (lezione) ci ha riprovato lo stesso padre del Web. Tim Berners Lee, nel bel mezzo degli Ict Days a Trento. “In futuro – continua Lee – arriveremo alle elezioni online se i governi non vengono tentati dall’usare Internet per controllare o spiare i cittadini”.

“Abbiamo visto – Ha voluto descrivere in opposto– cosa è successo in Egitto quando la gente è stata disconnessa. Il web può essere al contrario utilizzato per rendere ancora più libero il mercato e ancora più partecipativa la democrazia“.

Lo straordinario laboratorio italiano del M5S, che sta influenzando i comportamenti di tutti gli altri sarà applicabile in altri contesti economici, politici e sociali? Continua a leggere Il Web rende partecipativa la democrazia…

Tanto web a 5 stelle

Il web (s.m. pronunciato ùebb) è il fatto figo su cui si basa l’allure, l’appeal insomma la figaggine del MoVimento 5 Stelle. Quella cosa con lo Statuto detto Non Statuto e con il programma online (a.m. pronunciato ònlain, ònlaine se sei Orvietano)
dot-com-blank-woIn forza di questo fatto fighissimo del ùebb ònlaine troverete una pletora, marea, insomma un sacco di siti, blog o blogghe, forum e mailing list relativi all’argomento 5 stelle.
Orvieto Civica fa parte di questo circuito, oltre ad essere un punto di riferimento dell’energia politica del territorio ed essere un (piccolo) sprone motore del cambiamento delle attività amministrative locali. Continua a leggere Tanto web a 5 stelle

Liquid Democracy: uno strumento dell’altro mondo

La Democrazia è un concetto semplice e difficile al tempo stesso. Per chiarire l’idea della Democrazia che abbiamo qui è quella in cui il consesso dei votanti, con il voto, delinea gli indirizzi politici nel rispetto delle minoranze e nel quadro di regole previste dalla nostra costituzione, con l’intrinseco scopo di contribuire al progresso della società ed a migliorare la vita degli individui. L’idea stessa di Democrazia, etimologicamente “Governo del Popolo”, ha subito moltissime interpretazioni che potrete sinteticamente trovar raccolte qui su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

Liquid Democracy è uno strumento informatico atto ad eseguire votazioni. Ovvero, potenzialmente, è uno strumento per effettuare delle scelte democratiche, anche via Web od attraverso i terminali mobili (Apps).Liquid Feedback

E’ possibile utilizzarlo in gruppi od anche in futuro per large quantità di persone con l’obbiettivo di ottenere esperienze di quella che si definisce Democrazia Diretta. Vediamo come funziona.. Continua a leggere Liquid Democracy: uno strumento dell’altro mondo