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Accattonaggio forzato. Coinvolgere il terzo settore

ABBIAMO DEPOSITATA DA OLTRE UN MESE LA PROPOSTA DI COINVOLGERE IL TERZO SETTORE NELLA QUESTIONE DELL’ACCATTONAGGIO. C’È PIÙ DI UNA EVIDENZA RICHIAMATA ANCHE IN ATTI PUBBLICI DI ASPETTI SUI QUALI È GIUSTO E DOVEROSO INTERVENIRE.

La questione ad Orvieto è nota ed è stata oggetto di numerosi interventi in sede comunale. Al netto delle posizioni più becere il problema è effettivamente sentito dalla popolazione la risposta che può dare un comune è in realtà minimale.

Le risposte di pancia come le ordinanze che vietano l’accattonaggio non rientrano tra le buone pratiche perché si basano sull’autonomia regolatoria che i comuni hanno la quale non è una forza superiore a quella della legge o della Costituzione che non impediscono la richiesta di denaro. E dal punto di vista dell’ordinamento legale quindi si può risolvere al massimo in un sistema di multe a danno dei cittadini che passano monete agli accattoni nel territorio comunale. Secondo noi colpire i cittadini non è esattamente una cosa intelligente.

In altre città si è arrivati alla revoca anzi di molte di queste ordinanze ma nel frattempo ha colpito quella parte , tra le più sensibili e fragili, della nostra popolazione che agisce nella convinzione di fare del bene.

In questa zona d’ombra però si sono infiltrati dei veri e propri “professionisti”, delle organizzazioni che lucrano sulla mancanza di regole certe e che, dove esistono queste condizioni, prosperano anche grazie a forme ascrivibili al caporalato ed alla forzatura. Noi non sappiamo per la mancanza delle denunce e quindi di atti giudiziari Seat Orvieto ci sia una vera e propria situazione di organizzazione dedita alle pratiche di accattonaggio forzato. Tuttavia il dubbio c’è, e molti segnali puntano esattamente in quella direzione.

Cosa può fare un comune in questi casi? Ovviamente stimolare l’attenzione delle forze dell’ordine per indagare il profili che sembrano quantomeno sospetti. È questo il nostro sindaco giornali non solo dice di averlo fatto ma rivendica un vero e proprio dossier sul fenomeno del quale, a suo dire, è a conoscenza di tutti i personaggi coinvolti.

Senza alcuna sottolineazione etica su tale tipo di informazioni e su come vengono conservate Vogliamo però capire le motivazioni di tali personaggi e se rappresentano una vera e propria organizzazione che opera economicamente sul nostro territorio. Perché delle due l’una: o stiamo parlando di tanti singoli che si muovono per coincidenza insieme e sempre per coincidenza si auto assegnano delle singole piazze di accattonaggio Oppure stiamo parlando appunto di una organizzazione e di persone che ne vengono coinvolte.

Sulla base di questo abbiamo presentato una nostra proposta per la nostra zona sociale e per avere una contezza del fenomeno proprio dal punto di vista dei risvolti economici e delle eventuali pratiche di caporalato e di forzatura in cui le persone coinvolte subiscono forme coercitive per partecipare la raccolta economica a danno luogo e dei cittadini proprietari più caritatevoli nonché dell’immagine della città e del valore economico delle nostre imprese soprattutto commerciali.

Tale proposta prevede l’intervento del terzo settore, in coordinamento con il comune, per fare luce su questa vicenda ed offrire un momento di ascolto ed una proposta di uscita proprio a coloro che ne sono più direttamente coinvolti e che sono il braccio operativo di questo insistente accattonaggio.

Tra gli operatori del terzo settore auspichiamo anche la presenza delle stesse associazioni caritatevoli la cui esperienza reputiamo fondamentale.

OSSERVATORIO AZZARDOPATIE

ORVIETO: BRUCIATI OLTRE 600 EURO PER ABITANTE. PROPOSTE M5S AL CONFRONTO TERRITORIALE SULLE AZZARDOPATIE NELL’OSSERVATORIO NUOVE DIPENDENZE.

Durante il primo semestre del 2017, nel comune di Orvieto i giochi d’azzardo hanno raccolto 13.488.109,10 €.
Questo significa che ogni residente ha puntato, in media, 658,99 €.
Nei comuni umbri limitrofi la media è stata estremamente più bassa e questo dato ci pare preoccupante. Infatti è rappresentato in letteratura economica l’azzardo come fenomeno anticiclico cioè diminuisce in presenza di sviluppo economico e cresce in assenza di sviluppo economico e presenza di crisi.

Questo al netto della variabile patologica dovuta alla dipendenza da gioco di azzardo che può avere maggior presa all’aumentare delle occasioni proprio in periodi come questo. Per capire bene quale dinamica è puramente economica e quale dovuta a situazioni patologiche e quindi anormali è necessario osservate bene i dati e capire quale tipo di componenti si aggregano per dare un risultato così scandaloso.
E’ quasi un anno che però che purtroppo non è stato convocato l’Osservatorio nuove dipendenze a più riprese indicato come punto di riferimento della discussione sull’argomento azzardopatia. Questo nonostante ne stata formalmente richiesta la convocazione da parte della nostra portavoce Lucia Vergaglia a più riprese fino al giorno 26 giugno. A distanza di un mese, il 26 luglio, finalmente l’atteso confronto nel quale potremo portare osservazioni e proposte.
Lucia Vergaglia - M5S《Purtroppo alla fine i nodi arrivano sempre al pettine e scopriamo, purtroppo, che avremmo potuto prevenire taluni fenomeni invece che dover osservare gli effetti. Devo ricordare i numerosi interventi A tutela dei cittadini per la limitazione delle occasioni in cui si potessero subire gli effetti nefasti di una diffusione dell’azzardo che in generale sottrae, per quanto a norma di legge, all’economia del commercio e dello sviluppo locale. Ma ad avviso della sottoscritta consigliera, e portavoce del MoVimento 5 stelle, è ancora più grave non riuscire ad identificare e separare chi subisce le patologie dell’azzardo non riuscendo proprio a smettere di giocare arrivando a rovinare se stessi, le proprie famiglie e a leggerle le cronache in qualche caso coinvolgendo anche le proprie aziende causando un ulteriore ricaduta negativa su altre famiglie e sul territorio del quale abbiamo primaria responsabilità. Sarebbe stato doveroso seguire l’evolversi di questa imponente manifestazione delle difficoltà dei nostri cittadini evidenziata nel record locale di gioco d’azzardo attraverso lo strumento dell’osservatorio nuove dipendenze approvato ad inizio consiliatura. Purtroppo come è successo anche per altre lodevoli iniziative ci si è limitati ad una, futile, approvazione puramente formale mentre in sostanza di questi argomenti si è affrontato poco o niente demandando tutto agli uffici senza istruzioni di andare oltre le attività correnti con il risultato, certificato  dallo Stato e disponibile per l’analisi di tutti i cittadini attraverso gli Open data, di essere in questo territorio i peggiori della classe. Personalmente non posso fare altro che richiamare la stessa regole che ci siamo dati ed il fatto che è dal 21 di maggio dell’anno scorso, subito dopo la circolare dell’assessore regionale Barberani sull’azzardopatia, che chiedo inutilmente di portare all’attenzione queste tematiche. Purtroppo non si è dato seguito a quello che si sarebbe potuto e dovuto fare nonostante le nostre inchieste è la nostra disponibilità. Ormai siamo all’ultimo giro della consiliatura e sappiamo che c’è una parte sostanziale dell’inadeguatezza da parte politica, e che sia per visioni divergenti o per veti contrapposti francamente questo non importa nessuno. Il fallimento ad Orvieto di una politica di contenimento dei danni all’economia locale ed alle persone coinvolte nella terribile spirale della dipendenza sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti e questo sarà uno dei punti su quali basarsi per la scelta delle prossime nuove classi dirigenti. Ma non intendiamo nasconderci e non lasceremo nulla di intentato così anche a questo incontro porteremo una relazione su 5 punti sui quali si possa intervenire prima delle elezioni del 2019, facendo compiutamente il nostro dovere fino all’ultimo giorno. 5 punti su cui intervenire, non chiediamo la Luna.》 Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle Orvieto

Qui di seguito un estratto dalla relazione Vergaglia M5S sull’Azzardopatia nel territorio orvietano.

  • Il Contesto: Partendo dai dati ISTAT che ci vedono penultimi come regione in Italia per PIL procapite e dalle rielaborazioni effettuate del CSCO, Centro Studi città di Orvieto, che individuano un indice di Gini, cioè una misura della diseguaglianza di distribuzione della ricchezza, di appena 0,2 (l’indice oscilla da 0, che rappresenta la massima distribuzione paritaria, a 1 che rappresenta la massima concentrazione) dobbiamo riconoscere che l’impatto di oltre 600 euro per abitante, bambini inclusi, del gioco legittimo di azzardo rappresenta una dimensione, per quanto legalmente ineccepibile, già di per se preoccupante e meritoria di analisi approfondite. In breve tali numeri influenzano maggiormente un territorio come il nostro rispetto ad altri. Ed è in questo contesto che bisogna valutare quanto di questo “mercato dell’azzardo” è frutto di libera scelta con legittimo desiderio d’evasione ed adeguata valutazione delle conseguenze e quanto invece è dovuto a gioco compulsivo ovvero azzardopatia nelle sue varie declinazioni ed ancora quanto invece per l’errata valutazione delle conseguenze personali e sociali.
  • Cambio di Paradigma: La Commissione europea ha risposto ad una interrogazione scritta, presentata ad aprile dall’eurodeputata Isabella Adinolfi, per chiedere provvedimenti contro il diffondersi dei giochi d’azzardo in Europa. Nella risposta la Commissione concorda con la necessità di attuare misure concrete, in particolare a tutela dei minori, e conferma che gli Stati membri sono liberi di disciplinare il settore del gioco d’azzardo. Ecco un passaggio della risposta della Commissione: “Il gioco d’azzardo ha spesso gravi conseguenze sul piano sanitario e sociale. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha deciso di classificare la dipendenza da gioco come disturbo della salute nel progetto dell’11ª revisione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) che sarà pubblicata nel 2018. I rischi che il gioco d’azzardo presenta per i minori sono oggetto della raccomandazione della Commissione del 14 luglio 2014 sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo online e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line“.Nella raccomandazione citata la Commissione invita gli Stati membri a “garantire ai consumatori, ai giocatori e ai minori un elevato livello di tutela e, in particolare, a salvaguardarne la salute e indica, tra le altre prescrizioni relative alla comunicazione commerciale responsabile da parte degli operatori di gioco d’azzardo, i controlli per accertare l’età e la promozione di programmi di controllo parentale“.
    Insomma è u vero e proprio cambio di paradigma nel quale da problematica sociale la Azzardopatia diviene problema sanitario ed occorrerà un processo normativo nella ripartizione delle competenze attualmente concorrenti.
  • Il Ruolo dell’Osservatorio: Nell’attuale contesto l’osservatorio orvietano avrebbe potuto essere un esempio della capacità dei territorio di migliorare i contesti sociosanitari per i cittadini. Purtroppo il ridotto numero di convocazioni, la mancata presa in carico degli argomenti proposti ed ordini del giorno quasi notarili per accettare passivamente quanto arriva dalla Regione hanno limitato fortemente il senso stesso dell’iniziativa. L’Osservatorio deve invece avere un ruolo proattivo e responsabile, che fornisca ai decisori politici locali le conoscenze e le informazioni atte a deliberare e ricorrere, se è il caso, ad enti gerarchicamente superiori fino al Parlamento, al Governo ed all’Europa. Un risultato minore è un fallimento dell’iniziativa.
  • Azzardopatia: proposta in cinque punti per la riunione di Luglio 2018:
    • Adesione convinta ad Umbria No Slot ed alla riattivazione delle Unità di Strada come inizialmente volute dalla ASL e dal Comune di Perugia nel 1998;
    • Conoscere meglio i fenomeni sul territorio richiedendo in audizione i responsabili del Sert e dei servizi previsti dalla Legge regionale 21/2014;
    • Prevedere una diffusione negli uffici pubblici e nelle disponibilità dei pubblici ufficiali dei contatti dei presidi contro le dipendenze come quelli previsti per persone che manifestano problematiche relative al gioco d’azzardo e ai loro familiari, in forma anonima (es. il numero verde 800410902);
    • Elaborare entro 3 mesi un rapporto sui gruppi di auto-aiuto per le persone affette da gioco d’azzardo patologico ed i propri familiari come previsto dalla normativa;
    • Coinvolgere i sindaci in quanto ufficiali di Stato con specifiche responsabilità in relazione alla sanità ed al diritto salute della cittadinanza .

– CONVOCAZIONE DELL’OSSERVATORIO DIPENDENZE –

Non essendo andata a buon fine la precedente convocazione per gravi problemi di comunicazione ed avendo anche riscontrato la scarsissima serietà collaborativa da parte dei consiglieri della maggioranza che invece di puntare al risultato od essere solidali con chi, come il M5S,  si è trovato escluso. Dal Movimento riscontriamo il fatto che in troppi si sonoseduti sulla “cadrega” e che a noi hanno rilanciato offese che sono il contrario della verità. Da qui la convocazione e la sfida ad affrontare i problemi seriamente.
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Spiace ricordare che, come molte altre volte, siamo noi del M5S a chiedere la convocazione dell’Osservatorio al manifestarsi di cambiamenti importanti. Lo facciamo in modo limpido e trasparente, dando anche una tempistica congrua, e richiediamo il verbale che ad ora manca e con esso, appunto, manca la trasparenza.  Ormai sono passati molti giorni ed ancora attendiamo risposta.
In passato il consigliere di SEL Rosati ci ha falsamente accusato di aver voluto di proposito evitare di parlare dei problemi di dipendenza ma nel frattempo, alla prova dei fatti, la sua risposta in oltre dieci giorni non l’abbiamo ancora letta. E neanche dal Comune, l’istituzione che, ricordo agli uffici ed alle figure istituzionali, dovrebbero rispondere per dovere, se non per educazione. Sia anche chiaro che se la convocazione non avverrà entro la fine del mese l’incontro perderà la sua utilità d’influire in modo partecipativo sulle scelte degli enti e salta un intero anno.

Qui di seguito il testo della convocazione.

Gentili colleghi,
Visto l’avvio, anticipato dall’Assessore Barberini con l’informativa in calce riportata, dell’attivazione da parte della nostra Regione dei percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali legati all’azzardopatia, che è una delle nuove dipendenze di cui è investito l’Osservatorio richiedo:

  1. La convocazione entro il mese per poter attivare le politiche previste dalla regione entro il prossimo settembre, sia nelle scuole che presso i pubblici esercizi;
  2. La presenza in copia del verbale, eventualmente anticipato in forma digitale, del precedente incontro ed il riepilogo all’inizio dei lavori della prossima convocazione;

Certa che siate tutti concordi con La sottoscritta consigliera attendo un positivo riscontro dall’Amministrazione e dagli uffici preposti e saluto porgendo a tutti Voi auguri di buon lavoro ed ottimi risultati.

Lucia Vergaglia,

PS
Molti dei nostri comuni ospitano ludoteche, si prega di riferirsi alla dipendenza da gioco d’azzardo quale “Azzardopatia” al posto di “Ludopatia” per evitare equivoci.
Grazie.


Comunicato Regione Umbria

Dipendenza gioco d’azzardo: Barberini, “al via sul territorio regionale percorso diagnostico terapeutico assistenziale per giocatori e familiari”(aun)- perugia 12 mag. 017 – “Le persone con problemi di dipendenza da gioco d’azzardo, per la prima volta in Umbria, potranno contare su specifici percorsi di cura e recupero della propria autonomia”: lo rende noto l’assessore alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare della Regione Umbria, Luca Barberini, dopo che la Giunta ha approvato il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per soggetti con disturbo da gioco d’azzardo e l’organizzazione di servizi sociosanitari dedicati. I percorsi saranno avviati in maniera omogenea su tutto il territorio regionale, attraverso il potenziamento del ruolo Centro di riferimento regionale per il trattamento della ludopatia e l’apertura di altre tre strutture simili, nonché l’attivazione di servizi appositi in tutti i distretti sanitari e di moduli residenziali e semiresidenziali specifici.

“La definizione di un’offerta strutturata e capillare di interventi terapeutici per persone affette da ludopatia – spiega Barberini – va a rafforzare il percorso iniziato da tempo, in Umbria con un’apposita legge (n. 21/2014) per la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno che ha portato all’attivazione di una serie di servizi sociosanitari e all’apertura, in via sperimentale, di un Centro di riferimento regionale per il trattamento questa forma di dipendenza. L’attività svolta da tale struttura ha consentito di definire un modello omogeneo d’intervento, basato su una rete di servizi integrata e su approccio multidisciplinare che prevede la presa in carico non solo dei soggetti con disturbi da gioco d’azzardo, ma anche dei loro familiari”.

Il Pdta per il disturbo da gioco d’azzardo include sia il giocatore sia i familiari, qualora presenti e disponibili a partecipare al programma terapeutico. I passaggi fondamentali prevedono l’accesso diretto ai servizi, anche tramite il numero verde regionale dedicato (800.410.902), a cui seguono una fase di accoglienza e di valutazione diagnostica multidimensionale per delineare il quadro dei bisogni e definire il progetto terapeutico più appropriato.

C’è poi l’avvio di un programma terapeutico individuale, integrato e personalizzato, rivolto al giocatore e ai suoi familiari. Il trattamento prevede diverse opzioni come interventi psicoterapeutici, di supporto sociale ed educativo, di tutoraggio economico, di accompagnamento con operatori-tutor e di auto mutuo aiuto. Nei casi più gravi, sono previste terapie di tipo residenziale o semiresidenziale, svolte in un contesto caratterizzato da stimoli e richiami ridotti al gioco d’azzardo.

L’efficacia del programma terapeutico viene monitorata e verificata almeno con cadenza trimestrale, con eventuali rivalutazioni. La sua durata varia a seconda del livello di gravità della persona presa in carico e le dimissioni sono seguite da incontri follow up, consistenti in colloqui con il giocatore e i suoi familiari effettuati nell’anno successivo all’uscita dal programma di recupero. Per attuare concretamente e in maniera omogenea gli interventi, è stata prevista una nuova organizzazione della rete dei servizi sociosanitari dedicati alle persone con disturbo da gioco d’azzardo. In particolare, ci sarà una struttura unitaria di coordinamento, attraverso una cabina di regia regionale. Il Centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo problematico, istituito nel 2014 presso il Dipartimento dipendenze della Usl Umbria 2 a Foligno, avrà funzione di “apripista” rispetto ai modelli di intervento e di facilitazione delle interrelazioni fra tutti i servizi della regione, mentre verranno aperte altre tre strutture simili collocate nel territorio dell’Alta Umbria, a Perugia e a Terni. È stata inoltre prevista la realizzazione di moduli residenziali e semiresidenziali specifici e l’attivazione di punti di accesso dedicati al trattamento della ludopatia in tutti i distretti sanitari della regione. L’assessore Barberini evidenzia che “le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte al gioco d’azzardo patologico sono state inserite nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) che la Regione ha subito recepito anticipando la risposta dello Stato ai disturbi legati al gioco d’azzardo che sono stati finalmente parificati alle altre forme di dipendenza”. Barberini ricorda che in Umbria la ludopatia “è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, tanto che, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze, sono circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico: il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni. Un dato in linea con la media nazionale, che nel 2016 ha visto gli umbri spendere circa 1.099 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli, di cui il 67 per cento per apparecchi elettronici e slot machine”. L’assessore Barberini ha infine sottolineato che “tra le principali iniziative messe in atto dalla Regione per dare una risposta a questa forma di dipendenza, ci sono un numero verde regionale per ascolto e consulenza, attività formative per operatori e volontari e di promozione della salute nelle scuole, corsi di formazione obbligatori per addetti ai locali da gioco, l’avvio di una campagna di comunicazione per la sensibilizzazione dei cittadini, che sarà concretamente diffusa a settembre, un marchio ‘No Slot’ per esercizi commerciali liberi da apparecchi per il gioco”.»

Lucia Vergaglia,

Portavoce M5S nel Comune di Orvieto

Pari opportunità: primi confronti

Prevista dallo Statuto cittadino di Orvieto, la Commissione Pari Opportunità, è finalmente riuscita a partire grazia anche alla forte pressione del M5S portata avanti con caparbietà sin dal giorno dell’insediamento di Germani. Siamo stati i primi a porre il tema, e gli unici fino allo scorso novembre quando siamo riusciti a superare le barriere della logica partitica facendo prevalere il tema istituzionale.

L’attivazione di questo strumento democratico, da anni fermo con le 4 frecce, in attesa di una scossa nei temi dei diritti e delle priorità sociali, è arrivata a fine 2014 e ci sono stati già i primi incontri in Consiglio, e con l’Assessore competente, con le prime bozze di un’agenda operativa e la scelta di iniziare il confronto con le realtà associative della nostra Zona Locale.

vittoria-pari-opportunitàTecnicamente la Commissione è paritaria tra maggioranza ed opposizione ed è composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ed è il luogo deputato al confronto, a differenza dell’Assessorato alle Pari Opportunità che è l’organismo operativo finale. Come tutte le commissioni avrà poteri specifici e capacità d’iniziativa, farà attività d’ascolto e di decodifica delle esigenze, e riporterà al Consiglio ed agli organi di Giunta i risultati utili e le necessità d’intervento. Tuttavia in questa fase gli uffici lavoreranno tutti assieme per riconnettere quanto negli anni è andato in ordine sparso, con tanti interventi frutto più della buona volontà dei singoli che di una politica vera e propria. Dal 2000, in Europa, vige “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato” (Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 23).

Per rendere vero questo principio sono stati messi a disposizione tanti strumenti democratici, anche al livello comunale, che però stentano ancora ad attivarsi, proprio come è successo qui ad Orvieto. Questi organismi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna – uomo) e come tali vanno necessariamente attivati ed utilizzati.

Il Comune di Orvieto è anche il capofila dei comuni della Zona Sociale 12 in cui era attivo il “Tavolo istituzionale per le Politiche di Genere e le Pari Opportunità” ed il 5 marzo si riparte proprio da quella iniziativa assieme alle tante associazioni impegnate sul territorio, con un pensiero all’avvicinarsi alla ricorrenza dell’otto marzo ed avendo ben chiaro che il governo, al di là delle belle parole, avendo scelto di abolire il ministero alle Pari Opportunità non ritenga prioritari questi temi e che quindi si debba partire dal basso per puntare al raggiungimento di una società etica e giusta.

Temi che in questa città il M5S ha portato all’attenzione immediatamente, sin da primo giorno del nostro insediamento, coinvolgendo tutte le forze rappresentate senza alcuna preclusione, in quello spirito paritario che dovrebbe essere alla radice dell’azione politica sana. Solo così, infatti, si potrà avere un confronto paritario con le associazioni ed i cittadini tutti.

vittoria-pari-opportunità1Tuttavia non dimentichiamo che le Pari Opportunità non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, puntano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, raza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità e questo è il solco nel quale porteremo il nostro contributo.

In tal senso il M5S proporrà e sosterrà un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.

Noi ci siamo, Voi restate sintonizzati…

Osservatorio permanente sulle dipendenze

Soddisfazione per l’inclusione all’unanimità della portavoce M5S Lucia Vergaglia all’Osservatorio Permanente sulle Dipendenze.

L’Osservatorio è una delle politiche comunali di area vasta e copre l’intera Zona Sociale 12 della Regione Umbria, ovvero l’area dell’Ufficio della Cittadinanza che ha come capofila il Comune di Orvieto.

Assieme agli altri consiglieri orvietani, Martina Mescolini, Tiziano Rosati, Claudio Di Bartolomeo e Roberta Tardani ed i partecipanti dei comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Monte Gabbione, Monteleone di Orvieto, Parrano e Porano, da quest’anno, affronterà le attività dell’Osservatorio che non si limiteranno più alle sole tossicodipendenze ma, anche, ai nuovi e gravissimi risvolti sociali delle new addictions, le dipendenze comportamentali.

vittoria-osservatorio-dipenL’impronta che noialtri proveremo dare all’Osservatorio parte dall’attualissimo lavoro di Francisco Alonso-Fernandez del 1999 sulle dipendenze sociali, o legali, e quelle antisociali e punta ad agire sui tre livelli di osservazione, risposta e proposta. Continua a leggere Osservatorio permanente sulle dipendenze